Il Museo Virtuale del Mediterraneo

 

a) Infrastruttura e modalità di fruizione.

 

Oltre alle attività di redazione scientifico-culturale (in collegamento con i partner universitari) per i vettori editoriali indicati ai precedenti paragrafi 1 e 2, è programmata anche una importante prestazione museale a carattere sia fisico che virtuale, in maniera che sia possibile sperimentare l’efficacia di prodotti poi destinati al mercato multimediale, ed anche, ovviamente, in maniera da arricchire il territorio locale di una funzione del tutto innovativa, destinata, soprattutto, a coinvolgere le coscienze giovanili nella passione per le tematiche del Mediterraneo.

 

Il museo del Mediterraneo  sarà lo strumento dell’AdM e MdM per una fruizione:

-         Con modalità virtuale dei contenuti archiviati nel grande data-base procurato dalla attività di  EUROMEDI.NET;

-         Con modalità fisica e materiale (oggetti, reperti, manifestazioni d’arte. etc.) delle testimonianze che il Museo periodicamente convocherà nell’ambito di mostre, meeting, ed altri eventi della cultura euromediterranea[1].

 

La fruizione con modalità virtuale, a sua volta, sarà sia di tipo individuale (postazioni di lavoro telematico) che collettivo (grandi schermi video in grado di rappresentare in forma spettacolare informazioni strutturate per area tematica).

 

I grandi schermi costituiranno motivo stabile di attrazione del Museo del Mediterraneo. Saranno installati in grandi locali ma, nel periodo estivo, potranno essere replicati anche su grandi schermi all’aperto.

Le programmazioni che saranno eseguite sui grandi schermi avranno molteplici caratterizzazioni:

 

¨      caratterizzazione “geografica”: saranno rese in tempo reale, in forma altamente spettacolare, e facendo largamente uso della rilevazione satellitare del territorio, letture tematiche della trasformazione in corso dell’ambiente, delle acque marine, della fauna ittica ed avicola, delle coltivazioni e del manto vegetale, oltre a letture statiche, ma dal forte impatto pedagogico, sulla storia della geografia, del territorio, del tessuto urbano, dei sistemi infrastrutturali;

 

¨      caratterizzazione “entertainment”: saranno organizzate, con riferimento alle tematiche culturali di maggiore suggestione spettacolare, ricostruzioni video (stream) dei “percorsi di crescita” della cultura euromediterranea nei campi del Cinema (la FLM è titolare del programma europeo CINEMAMED) della musica e delle performing arts teatrali.

 

I gruppi di utenti, con modalità interattiva, nell’ambito dei percorsi potranno selezionare sottosezioni tematiche, montaggi, intersezioni, etc. La finalità di pura fruizione, si salda in questo modo alla possibilità di costruire prodotti per gruppi di utenti diversi o lontani (specie con finalità didattica), che non dispongano di apparecchiature sofisticate per il trattamento delle immagini.  I software tematici costruiti per il Museo del Mediterraneo (e le loro interpolazioni on demand) potranno, altresì, essere ceduti a terzi, od essere utilizzati dalle altre sedi della MdM.

 

 

b) Caratterizzazione tematica del Museo del Mediterraneo

 

Come si è accennato, il gruppo di lavoro animatore e regista della programmazione multimediale del Museo del Mediterraneo (sia essa virtuale o fisica) coincide in gran parte con il gruppo di redazione culturale del Portale EUROMEDI.NET (cui si affiancheranno i team scientifici per la produzione “geografica” dei grandi schermi). Ciò perché l’attività di costruzione del data-base del Portale costituisce il terreno di coltura per la produzione dei grandi schermi del Museo. E perché, in funzione inversa, è il Museo che con la sua attività di carattere fisico (metings, eventi, mostre, etc.) dovrà  permettere di colmare i vuoti logici e documentali del data-base.

In estrema sintesi, la caratterizzazione tematica del Museo e componenti a carattere permanente del “Mirroir de la Méditerranée” possono essere tratteggiate nelle seguenti sezioni:

 

1.     La Cultura Mediterranea in Divenire, componenti espositive e museali dedicate alla trasformazione della cultura mediterranea:

 

·        Cineteca (con sottolineatura multilingue) delle culture mediterranee ed orientali;

·        Emeroteca: raccolta della stampa e della pubblicistica internazionale, con traduzioni multilingue su supporto informatico degli articoli più rilevanti;

·        Biblioteca della Musica Euromediterranea: raccolta della musica etnica, classica e contemporanea, supportata da testi critici, e “letture” in chiave comparatistica e storica;

·        Biblioteca della letteratura contemporanea: raccolta della letteratura contemporanea, con traduzione multilingue consultabile su supporto informatico, e divulgazione attraverso editoria elettronica e tradizionale;

·        Giornale dell’Arte Contemporanea e d’Avanguardia: raccolta su supporto digitale di filmati riferiti a eventi e performance dell’arte figurativa e teatrale della Regione Euromediterranea, consultabili su desk individuali, o, su richiesta,  in proiezioni collettive.

 

 

2.  Geografia e Storia del Territorio del Mediterraneo

 

·        Documentazione filmata e fotografica di regioni, contesti ambientali, città e villaggi del Mediterraneo;

 

·        Ricostruzione virtuale di Monumenti ed episodi della storia antica;

 

·        Grande Mappa informatizzata del patrimonio monumentale del Mediterraneo, con la registrazione dei giacimenti archeologici e dei processi di recupero e valorizzazione;

 

·        Antropizzazione del territorio: lettura digitale della trasformazione storica dei sistemi urbani, delle relazioni infrastrutturali, degli usi agricoli ed industriali, dei processi di trasformazione dei sistemi vegetali e delle grandi regioni climatiche.

 

 

3.  L’habitat e l’etica.

 

·        Gli ambienti, gli arredi, gli oggetti d’uso, i cibi: rassegna sistematica dei modelli di consumo vigenti nelle diverse micro-regioni del mediterraneo, letture comparatistiche e prospettive di reciproca contaminazione nell’ambito del processo di integrazione euromediterranea;

 

·        Colori, ornamenti, decorazioni, costumi e tessiture della Regione Euromediterranea: grande esposizione tematica, a carattere storico e geografico, degli artigianati e delle tecniche convergenti sulla costruzione dello scenario quotidiano della vita umana, capace, tra l’altro, di valorizzare la componente museale delle seterie di San Leucio in chiave storico-comparatistica.

 

Il lavoro di regìa delle sezioni tematiche (del Museo e del Portale) darà luogo in breve tempo alla costituzione di un network professionale internazionale di immenso valore, costituito dal perno redazionale dell’AdM e MdM e da tutti gli Istituti culturali, oltre a singole personalità, abilitate a “rifornire” continuativamente il data-base con le loro proprie produzioni o con le produzioni registrate nei loro territori.

Si tratta di un network che avrà l’autorevolezza di procedere ad un confronto sistematico tra le culture del Mediterraneo, ed a porre le basi per la realizzazione di grandi processi di trasferimento sociale del sapere  che, nel lungo periodo, conducano i popoli della regione ad un più elevato stadio di conoscenza reciproca. Questo sistema di azioni che potremmo definire di “integrazione e sviluppo del sapere sociale”, potranno convergere (una volta che le attivitàdella MdM siano entrate a regime), ed in coincidenza con le Assise Plenarie del Mediterraneo, nella realizzazione di Grandi Festival delle Civiltà del Mediterraneo.

Tali eventi di grande risonanza internazionale (sul modello dell’iniziativa “Italia 2001” in corso in Giappone, o dei famosi “Festival of India” tenuti a Londra, New York, Parigi, Mosca), hanno per oggetto, di volta in volta, tutti gli aspetti della cultura, della società, dell’economia di un Paese o di una macro-regione del Mediterraneo. E mettono altresì in evidenza tutti i contributi dell’Europa e dell’Italia (in termini di edizione, divulgazione, finanziamento dell’arte e della cultura, etc) al processo di affermazione della cultura ospitata, nonché i fenomeni di “interiorizzazione” da parte dell’etica e dell’arte europea di quella stessa cultura: in una sorta di “Omaggio dell’Europa al Paese Ospite”.

I Grandi Festival saranno promossi ed organizzati dal medesimo organico professionale che attende stabilmente alle attività scientifiche dell’AdM e MdM,  e possono essere finanziati, secondo modalità oramai sperimentate in ambito internazionale, attraverso sponsorizzazione dei Governi, dell’Unione europea, di Associazioni e Gruppi  del settore privato.

Inutile sottolineare qui l’immensità delle ricadute che queste iniziative avrebbero sotto il profilo quantitativo e qualitativo dei flussi turistici, della integrazione tra i mercati, dell’avvicinamento complessivo tra i Paesi e le Civiltà della regione.

In occasione dei Grandi Festival delle Civiltà del Mediterraneo possono essere ospitati:

Þ    grandi concerti di musica classica ed etnica;

Þ    rassegne di teatro storico e contemporaneo;

Þ    grandi esposizioni di archeologia;

Þ    esposizioni dell’artigianato d’arte, della gioielleria, della tessitura;

Þ    mostre di arte figurativa ed architettura;

Þ    discussioni e letture tenute da personalità di grande prestigio della  cultura, della politica e dell’economia;   

La realizzazione scientifica e tecnica dei sistemi espositivi, ed il loro aggiornamento periodico, il trattamento per l’esecuzione di rappresentazioni tematiche ed integrate, sarà affidata a specialisti di gruppi di lavoro a caratterizzazione prevalentemente giovanile, costituiti dalle migliori professionalità dalle università della regione. La direzione sarà affidata a specialisti ed istituzioni di grande fama internazionale sulla base di appositi accordi di cooperazione con l’AdM e MdM.

La stessa attività didattica delle università regionali riceverà un potente stimolo al rafforzamento in chiave internazionale. Al contempo la formazione e la progressiva specializzazione dei team professionali integrati, assicurerà il massimo della tutela scientifica ed espositiva anche nell’occasione dei Grandi Festival, assicurandone il successo presso l’opinione pubblica internazionale.

 



[1] Il Museo del Mediterraneo  rinuncia al principio “espropriativo” tipico dei grandi musei tradizionali, che sottraggono definitivamente ai territori reperti fondamentali per la loro stessa caratterizzazione, ed opta strategicamente sul binomio supporto virtuale-esibizione temporanea.