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“DELFINO D’ARGENTO” 2002 alla memoria di PAOLO
BUFALINI La storia ha conosciuto più di una personalità
che, pur non avendo avuto una ribalta mediatica, ebbero un ruolo straordinario
nelle vicende politiche che
segnano la vita di uno Stato. Paolo Bufalini fa parte di questa galleria:
per il contributo dato negli anni ’30 per la costituzione di uno dei
gruppi antifascisti, quello romano, più significativi e attivi anche
perché radunò giovani intellettuali che ebbero poi una parte importante
nella scena politica e intellettuale del dopoguerra, per il contributo
dato alla resistenza degli italiani in Jugoslavia; come animatore, dopo
la liberazione, del Movimento Autonomista e Meridionalista, in Sicilia
e nel Sud, nella lotta per la riforma agraria e la modernizzazione del
Paese; come mente forte e saggia nell’opera di rinnovamento del P.C.I.,
dell’unità della sinistra, delle convergenze tra tutte le forze democratiche.
Temi tutti affrontati con una visione alta della politica, superando
sempre i confini classe e di partito, con una visione di statista cavouriano.
In questo quadro va collocata l’opera eccezionale compiuta da Bufalini
nel delineare una politica estera di distensione, di comprensione delle
ragioni dell’altro, di amicizia con e tra i popoli del Mediterraneo;
l’intensa attività volta a garantire la pace religiosa, a migliorare
i rapporti tra lo Stato Italiano
e il Vaticano lavorando al rinnovo del Concordato. E lo fece da laico,
convinto che solo la laicità dello Stato e il rispetto della coscienza
religiosa di ciascuno e delle comunità possano sconfiggere quei fondamentalismi
che hanno insanguinato il mondo da secoli, sino ad oggi. Bufalini fu
anche un serio studioso di greco e latino e traduttore attento e acuto
di Orazio, dicendo così a noi tutti che l’intreccio tra cultura e politica
è vitale e necessario per rendere nobile ed efficace l’impegno pubblico,
per rendere migliore il proprio paese e la conoscenza tra i popoli.
Napoli,
4 gennaio 2002
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