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Premio Mediterraneo di pace e di cultura 2002 alla memoria di Maria
Grazia Cutuli e Julio Fuentes
La guerra. Groviglio di torti e passioni, di infamie e grandezze. Come
uno strappo nel tessuto che a stento millennio dopo millennio dal primo
lontano antenato agli albori di quella riflessione e coscienza che pose
regole e leggi a frenare listinto, reprimere legoismo, invenire una
concezione del bene, legare nel mutuo ausilio con valori generali e
comuni e ci ha reso meno transeunti nel gran mare dellessere per la
traccia che vi persiste, si rinnova nel presente, perpetua nel futuro
e segna unidentitą pił alta di quella biologica. Uno strappo in cui nella lotta di forza contro forza la civiltą tragicamente
costruita si fa come incerta e a momenti vacilla. E loro lą, i corrispondenti di guerra, senza odio né
parte, a testimoniare coraggi e viltą, esempi di compassione o di abusi,
di generositą e di bassezze, senza pregiudizio alla ricerca di quella
veritą che ciascuno dei contendi travisa. Lą per fondare su quella veritą
una migliore comprensione degli uni e degli altri, delle sofferenze
di chi gli uni e gli altri subisce, mettere in questione le certezze
opposte e gettare le basi di un nuovo intendimento che ponga fine alle
ostilitą, stabilisca una nuova pace, possibilmente pił giusta. Per questa
comprensione, per questo futuro migliore e pił umano, lą: tenaci, senza
risparmio, senza fuga dal rischio. Senza appoggio, se non quello lontano
dei giornali che li hanno inviati a una missione pił difficile del combattimento,
quasi sempre pił oscura. Lą, inermi tra gli armati, sereni tra le passioni,
arditi senza baldanze, determinati pił dei combattenti. Lą, sempre un
passo pił avanti e dove la lotta č accesa, convinti e decisi. Fino al
sacrificio come Maria Grazia Cutuli e Julio Fuentes di cui ci riportano
i corpi mutilati e il telefonino spezzato. Non si č spezzata la loro voce che qui raccogliamo,
il loro messaggio che qui ripetiamo nel loro nome.
Napoli, 4 gennaio
2002
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